Che posto è questo?

La possiamo definire senza dubbio una specie di officina creativa e promozionale, oltre che auto incentivante, per "Il Caffè degli Artisti", primo libro lungo autoprodotto in cerca di un editore dello scrittore albanese Mateo Cili.

Se avete curiosità o domande in proposito, scrivetemi qui.

E io chi sono?

Semplicemente uno che a ventidue anni ha capito che fare lo scrittore è in fondo sempre meglio che lavorare. Dato che sarà un'impresa lunga laurearmi a Scienze della Comunicazione in quel di Padova, spendo parte del mio tempo libero a fare le cose che veramente mi aggradano.

Dove altro puoi trovarmi?

Mi trovi anche su Il Loggione Online, una webzine satirica per tempi insaziabili. Segui le mie avventure anche lì!

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29/07/2008

I ragionamenti di Mario.

A volte ragionava persino troppo, Mario. In tutti il dubbio se ci credesse veramente era lecito, ma non era così per me. Io lo capivo, persino troppo bene.
Tutti a quei tempi si riempivano la bocca di parole troppo grandi per loro, come a voler arrivare ad uno stato di prematura grandezza, come se voltato l'angolo della finta grande età ci fosse qualcosa di bello per loro. Dopo gli anni ci sono altri anni, e poi si muore, era tutto qui. E perché voler fuggire ai propri anni volendo mandare avanti un processo che di per sè sarebbe tranquillo e pacato?
Ma ognuno ha l'età che merita, dicevo io in questi casi, e me ne sbattevo di tutti quelli che scalpitavano per un discorso dai toni alti. Era per questo che capivo Mario e i suoi ragionamenti.

In pratica quel giorno che ci vedemmo, mi fece un monologo sulla falsariga di questo:

"Sai, sto pensando di denunciare il mio vicino di casa. Porca puttana, hai presente la targhetta sul cancelli dove c'è scritto "Attenti al cane"? Ecco... ora ti spiego. Ieri sera visto che loro erano andati al cinema o non so dove, dato che sono ricchi possono andare un po' dove gli pare, quei bastardi borghesi, io ho pensato bene di rubargli quel nano da giardino che tanto ho addocchiato in questi giorni.
E non è una cosa che vale poco, sai. Un nano così, di quelle dimensioni (credo sia di porcellana mi sa) può valere anche due-trecento mila... non fanno certo schifo, posso comprarmici un sacco di cose! E insomma ieri sera dopo che erano andati via sono entrato dal cancello, scavalcando piano senza svegliare il cane. E' un cagnetto del cazzo, un bastardino, ma fa più casino lui di una comitiva di tedeschi a Venezia. Non faccio in tempo ad avvicinarmi alla statua che mi spunta fuori il cane, Rufus si chiama, e inizia ad abbaiare.
Poco male ho pensato, gli do un calcio, arraffo la statua e via! Porco cazzo, dai cespugli mi è spuntato fuori un alano alto due metri, che mi veniva addosso ringhiando come se gli si fosse incastrata la coda nel tosaerba! Mi ha addentato sulla gamba e mentre scappavo gli ho dovuto lasciare una scarpa! Ti rendi conto, ha rischiato di tranciarmi un piede con quei denti del cazzo e gli ho dovuto pure lasciare una scarpa! E poi dopo un po' non potevo rischiare di farmi scoprire così sono andato in casa, ho preso una scopa e da fuori il cancello ho tirato verso di me la scarpa senza far rumore... tutta bucata, dove cazzo ci vado io adesso, eh? Cammino scalzo secondo te?  E quindi mi sono incazzato, ma non tanto per la scarpa, comunque, che erano vecchie e le avevo comprate al mercato un anno e mezzo fa... (e poi ne avevo un altro paio a casa) ma per una questione di principio e correttezza!
Ok, io non ho fatto una cosa legale a tentare di rubare quel nano maledetto, lo so. Però cazzo, nemmeno loro! non puoi scrivermi un cartello dove dici "Attenti al cane", singolare. Perché se i cani sono più di uno quello è un avvertimento scorretto. Allora mi devi scrivere "Attenti ai cani". Ma quando cazzo l'avranno preso dico io... va bene che non torno molto a casa ultimamente, però me lo vedo lì tutto ad un tratto, uno deve avere il tempo di abituarsi a certe cose.
E poi, come se non bastasse, c'era la figura di un pastore tedesco sulla targa, e quelli erano un alano e un bastardino, altra cosa scorretta. E quindi ho pensato di denunciarli ai vigili, vado in comune e gli dico tutta questa storia. Poi ovviamente non vado certo a dirgli che sono entrato a rubare il nano, mi invento qualcosa, comunque voglio fare giustizia!"

Allora gli risposi qualcosa del tipo:
"Hai ragione Mario, questa storia deve finire. La devono smettere con queste pubblicità ingannevoli solo per prendere per il culo la gente, perché quel che è giusto e giusto, e se vuoi vengo a farti da testimone su questa storia, e firmo tutto quello che sarà necessario per far sì che la borghesia non goda dei soliti privilegi del cazzo. Perché anch'io sono stufo di subire le ingiustizie, dobbiamo batterci, cazzo! Dobbiamo farlo non solo per la tua scarpa comprata al mercato di Camisano una domenica mattina di un anno e mezzo fa con soldi sudati. Perché voglio vedere loro io, a rubare bici sotto la neve per comprarsi da vestire. E invece hanno anche i nani in porcellana, e i cani grossi come tori che mangiano anabolizzanti, quei bastardi. E vanno anche al cinema, a vedersi gli ultimi film in uscita... certo, certo, fate pure benestanti dei miei coglioni, ma quando il popolo prenderà il potere, voi sarete i primi ad essere spazzati via!
Mario, per la libertà, per l'uguaglianza, battiamoci contro i potenti. Uniti in un solo grido: Viuleeeeeenza!"

E scoppiammo a ridere come idioti, mentre sorseggiavamo birra sopra il muro di cinta del campo da calcetto. L'avremmo fatto veramente, comunque. Saremmo andati in comune il giorno seguente.
Sentenziato da Mateo alle 17:01 | link | commenti (5) | Tags: sogni, amicizia, resistenza, comprensione
22/07/2008

Personaggi secondari.

Roberto, il gestore del Caffè degli Artisti, un tipo tranquillo e silenzioso. Certe volte faceva venir rabbia da quanto tranquillo fosse, e da quanto non facesse traspirare nessuna emozione dai suoi atteggiamenti. Ma poi, come successe quel giorno, esplodeva in tutta la sua maligna creatività, la quale non mancava di strappare un sorriso persino a noi vittime.
Sentenziato da Mateo alle 17:49 | link | commenti (6) | Tags: personaggi
20/07/2008

L'arte di arrangiarsi.

Mario a quei tempi non aveva l'acqua calda in casa, la caldaia gli si era rotta in un giorno di sfortuna nera e non c'erano soldi per ripararla. Allora usava uno stratagemma che gli avevo insegnato: accendeva la lavatrice a vuoto, la metteva alla temperatura massima, e faceva fare un ciclo completo. Quando questa arrivava alla fine, scaricava l'acqua in vasca da bagno, e non essendoci niente dentro, l'acqua veniva fuori calda e pulita. Bastava allungarla un po' con l'acqua fredda per un bel bagno rilassante, alla faccia del caldaista.
Sentenziato da Mateo alle 10:51 | link | commenti (9) | Tags: arrangiarsi
19/07/2008

Cazzo, il prontosoccorso è cosa brutta.

Anche per questo ci ambienterò una o più scene... ma una di sicuro:

Pietro e il Mister che fanno a gara sulle carrozzine tra le urla delle infermiere, mentre io e Giulia parliamo del più e del meno, vicino ad uno che si è tagliato un dito segando la catena di una bici.
Dopo avergli insegnato tutti i trucchetti del mestiere, lo lasciamo tra le mani dell'infermiera più bella che io abbia mai visto. Più che altro perché non frequento molto gli ospedali, se non mi facesse cagare proprio lo starci dentro per più di un'ora dovrei avere una vita sola per correre dietro a quelle gambe sinuose avvolte nei camici bianchi. Almeno qui hanno il distributore di bibite.
Sentenziato da Mateo alle 23:32 | link | commenti | Tags: anticipazioni, idee

Qualche idea per modellare la creatura.

Ho in mente questa frase, ora come ora per descrivere questo libro in divenire:

Cos'è "Il Caffè degli Artisti"? L'autore lo ha definito, ancor prima di crearlo materialmente, come un diario riveduto e corretto a posteriori con brandelli di memoria, delle vicende di ragazzi qualunque nell'anno con più "9" della storia umana moderna, coincidente anche con quello del loro probabile addio alle scuole superiori.

Non suona male secondo me, come primo abbozzo. Poi ovviamente è solo a scopo orientativo...
Sentenziato da Mateo alle 09:55 | link | commenti (4) | Tags: idee, ponderazioni
18/07/2008

Noi non eravamo dei ragazzini che si volevano bene.

In verità odiavo profondamente ognuno di loro, e disprezzavo ogni gesto empatico che puntualmente si verificava tra noi. Non volevo credere che ci potesse esser qualcuno capace di capire l'altro così profondamente bene da causargli fastidio. Credo che anche loro la pensassero così, ovviamente ognuno dandosi motivazioni diverse di quel sentore comune che c'era nell'aria ogni volta che ci vedevamo. Era come quando sogni di volare.
Dal canto mio, seppur non l'avrei mai ammesso per evidente contrasto con questa personalità forte e distaccata, separarmi da loro avrebbe significato una perdita paragonabile solamente al crollo borsistico del '29. Era così per tutti, chi più e chi meno, ma dopo un po' questi pensieri iniziavano ad addensarsi creando sempre casini, man mano che si avvicinava la fine della scuola. E bisognava affrontarli prima o poi, mentre noi ci limitavamo ad affogarli nel calcio e nell'alcool.
Sentenziato da Mateo alle 16:45 | link | commenti (10) | Tags: amicizia, anticipazioni

Acceniamo al Don.

[...] Cazzo Don, - intervenni io sbattendo il bicchiere sul tavolo in un impeto di creatività, sorridendo con gli occhi lucidi - da questo punto di vista hai tutta la mia approvazione, lo sai, ma te lo immagini cosa dirà la gente? Diranno tutti: "Ecco, un prete che sta con una prostituta. Cos'è, adesso i bambini non gli vanno più bene?". Tutti scoppiammo a ridere, mentre Diego arrivava con le altre birre a rallegrare ulteriormente la lieta serata dentro al Caffè degli Artisti. [...]
Sentenziato da Mateo alle 15:53 | link | commenti | Tags: citazioni, personaggi, anticipazioni

Altri progetti non strettamente correlati.

Sto facendo un progetto per RadioBue (www.radiobue.it), la radio dell'università di Padova. Si tratta di un radiodramma satirico sulla vita universitaria di due coinquilini che sono anche compagni di corso a Scienze della Comunicazione. Vi riporto il testo e anche la possibilità di scaricare il documento Pdf. Nel caso venisse approvato e registrato, vi farò avere i dettagli per ascoltare il podcast. Anche se forse chi non è di Padova o di SdC non capirà alcune delle battute, fatemi sapere cosa ne pensate in generale.

COINQUILINI DI CORSO
Radiodramma universitario satirico sulla convivenza studentesca.


Puntata Zero


Suoni: porta che si apre, leggera musica di sottofondo, porta che si chiude,
la musica continua e c'è un rumore di passi e delle chiavi che sbattono sul tavolo.


Seba: Ehilà, Mateo!
Mateo: Ciao Seba!
Seba: Cazzo, volevo dirti che sono 4 mesi che viviamo insieme nella stessa casa e non hai ancora imparato a pulire il tavolo dopo le feste.
Mateo: E che sarà mai, non era così sporco stamattina.
Seba: Non era sporco? Ma se c'erano due tuoi amici che stavano trombando sul tavolo. E due che trombavano SOTTO il tavolo.
Mateo: Ma dai, per così poco? E tu allora, che ieri a pranzo hai lasciato le briciole? Poi arrivano le formiche, e lo sai.
Seba: Ma perché parlo ancora con te?
Mateo: Perché siamo coinquilini e pure compagni di corso?
Seba: Approposito, sei andato a lezione oggi?
Mateo: Io sì, ma si può sapere perché tu non vieni quasi mai?
Seba: Ma è semplice, dato che frequentiamo le stesse lezioni, faccio prima a rubarti gli appunti.
Mateo: E chi ti dice che ne prenda, di appunti?
Seba: Ma allora cosa vai a fare?
Mateo: Vuoi mettere sentire le lezioni di Frateschi? Quell’uomo è meglio del Valium, si sarà laureato in Anestesia, coi massimi voti pure. Faccio di quelle dormite che nemmeno Lehmann nelle partite no.
Seba: Sei il solito cazzone.
Mateo: Specchio riflesso.
Seba: Buttati nel cesso.
Mateo: Il cesso è occupato e tu sei fregato. HAH! Approposito, vado in bagno.
Seba: Il cesso è occupato veramente, c’è il drogato che sta cagando.
Mateo: Ma chi, Paolo?
Seba: No, l’altro.
Mateo: Andrea?
Seba: No, l’altro ancora.
Mateo: Aaaah, Cortelazzo! Capisco… ma non ce l’ha un bagno che deve venire a fare le sue cagate qui?
Seba: Ma no stupido, c’è Giuliano, che è venuto a trovarci.
Mateo: Ma sì, capiscimi quando scherzo. Cortelazzo mica sa dove abitiamo! Piuttosto, la giornata è stata dura. Dopo Frateschi c’erano due ore della materia inutile.
Seba: Quale, psicologia cognitiva?
Mateo: No, l’altra.
Seba: Psicologia sociale?
Mateo: No, l’altra ancora.
Seba: Aaaah, Sociolinguistica! Capisco… ma ad una certa età i professori bisognerebbe mandarli in pensione comunque, o cremarli, che è anche meglio.
Mateo: Dai, bell'idea: organizziamo una raccolta di firme! Ma te che hai fatto invece?
Seba: Mah... io niente di particolare, ho pulito il tavolo… e anche sotto al tavolo. Per dividere i tizi ho dovuto fare come con i cani.
Mateo: Bastonate?
Seba: Ovvio, e quando ho visto che quelle non funzionavano sono andato di acqua gelata. Si son staccati. E tu devi smetterla di invitare gente così in casa quando facciamo le feste. Ma dove li avevi conosciuti?
Mateo: Sul tavolo dell’Highlander, una sera. Cioè... stavano seduti che bevevano. Non mi sarei mai aspettato una cosa simile.
Seba: Ecco, io te lo dico, perché occhei che siamo coinquilini ma un minimo di decenza… e se arrivava qualcuno?
Mateo: E chi vuoi che arrivi di giovedì mattina? Sono tutti impegnati a pulirsi il vomito dalle magliette!
Seba: ECCO cosa dovevo fare, grazie di avermelo ricordato… intanto che sono di là, metti un po’ su Radio Cane che ci ascoltiamo il notiziario studentesco e un po’ di musica cazzuta.
Mateo: Occhei badrone!

Suoni: Passi, rumore di un pulsante, rumori di sintonizzazione della radio, bzzzzzz,
vzzzzzhrrrrrr, tipo così.


Inizio della trasmissione nella trasmissione

Suoni: siglettina del cazzo, simpatica e che faccia ridere, musichetta leggera di sottofondo
durante tutta la trasmissione.


Radio:
Bentornati su Radio Cane, la radio abusiva e sboccata che fa concorrenza a Radio Bue. Noi abbiamo il 25% di pulci in più e loro sono cornuti più di un cesto di lumache.
Sono le 11.30 in punto, io sono Già stanco, quindi ecco a voi a malavoglia la consueta rubrica “Comunicane”, notizie flash dedicate ai ragazzacci di Scienze della comunicazione a Padova, il cui slogan è "siamo comunicatori ma non riusciamo a farlo capire alla gente".

Partiamo con una notizia che ha dell'incredibile: "Dopo 5 mesi, usciti i voti dell'esame di Videoscrittura. Nessuna rivendicazione. Il professor Cortelazzo dice: "Io non c'entro".

Passiamo a parlare della professoressa di informatica, Maristella Agosti. Vergognoso accadimento alla presentazione del suo primo innovativo computer comandato a voce. Uno stronzo dal pubblico si è alzato gridando: "FORMAT C: INVIO". Il professor Cortelazzo dice: "Io non c'entro".

Curioso retroscena ad un esame: i ragazzi, all'appello di Teorie e tecniche dei Nuovi media del professor Ugo Guidolin, lasciati soli a svolgere l'esame scritto, riescono a sbagliarlo in tronco. Sono stati segati tutti. Il professore si difende: "eppure era a crocette, a risposta unica".

Ad ottobre il professor Stefano Allievi presenterà il libro "Koran for Dummies", alla faccia di Adel Smith che finalmente potrà, forse, imparare qualcosa.

Alcuni osservatori fanno notare come, specie nel primo anno del corso, l'aula A si stia trasformando in una passerella di moda: ragazze tirate come la faccia di Berlusconi che sfilano come modelle tra i gradini di Via Loredan. Per rientrare meglio nella parte, nelle pause tra una lezione e l'altra, corrono a vomitare nei bagni.

Singolare competizione svoltasi all'ultimo appello d'esame di Semiotica: una ventina di ragazzi hanno fatto a gara a chi si ritirava per primo. Il vincitore ha guadagnato un 18 politico. Il professor Zijno commenta così l'accaduto: "quando ho notato questo ragazzo che scendeva le scale a quattro a quattro col foglio dell'esame immacolato, ho visto nei suoi occhi un fuoco che ardeva e non ho potuto che premiarlo".

Bene, questa era l'ultima notizia, io sono Sempre più stanco, la rubrica "Comunicane" si conclude qui. Miraccomando ragazzi e professori di SdC, continuate a far prosperare questo spazio. Vai con la musica!

Suoni: Canzone a scelta. Poi suono di un pulsante che interrompe il tutto e si ritorna con la
consueta musichetta di sottofondo.


Si ritorna al radiodramma vero e proprio, ossia i dialoghi.

Mateo: Sempre dei grandi quelli di Radio Cane.
Seba: Diamine, ho scoperto che il vomito da vino rosso non va via.
Mateo: Hai scoperto l'acqua calda.
Seba: Giusto... buona idea!
Mateo: Eh... faccio da mangiare, va'! Cosa c'è in frigo?
Seba: L'ultima volta che ho controllato c'erano: due cipolle, una mezza birra sgasata e ben quattro dadi Star.
Mateo: Ci va di lusso... bisogna andare a fare la spesa.. tu hai soldi?
Seba: L'ultima volta che avevo soldi in tasca, Papa Wojtyla era ancora vivo. E te?
Mateo: L'ultima volta che avevo io soldi in tasca, mi ricordo che era il giorno in cui gli hanno sparato.
Seba: Uhm, e che si fa allora?

Suoni: Tre secondi di silenzio.

Mateo e Seba in coro: "GIULIANOOOOO!!"

Suoni: tiro dello sciacquone.
Suoni: siglettina finale alla "inizio di John Holmes".


FINE PUNTATA ZERO


Per scaricare in .pdf clicca qui.
Sentenziato da Mateo alle 13:31 | link | commenti | Tags: progetti

Il Mister non era divorziato, era separato.

"Che è peggio", come direbbe il puffo pessimista. E aveva anche dei figli, come se non bastasse. Sì, "di marmocchi in giro ne avremo tutti alla sua età", pensavo io, ma sicuramente nessuno ci dirà mai che sono i nostri, e anche se lo facesse noi non li riconosceremmo assolutamente, dando della troia a quella puttana di turno, accusandola di essere una meretrice. Insomma, il Mister aveva questo problema qui, e un giorno venne da me e ne parlammo, un po' a modo nostro.
Sentenziato da Mateo alle 01:52 | link | commenti | Tags: famiglia, anticipazioni
17/07/2008

A volte vorrei essere in prigione.

Per due o tre di mesi, non di più: niente distrazioni, concentrazione completa e tanto, tantissimo tempo per scrivere e pensare. Farebbe bene al mio libro.
Credo che ucciderò qualcuno per andare dentro: certo, probabilmente verrò liberato dopo un paio di settimane, ma almeno è già qualcosa.
Sentenziato da Mateo alle 12:26 | link | commenti (3) | Tags: ponderazioni