Che posto è questo?

La possiamo definire senza dubbio una specie di officina creativa e promozionale, oltre che auto incentivante, per "Il Caffè degli Artisti", primo libro lungo autoprodotto in cerca di un editore dello scrittore albanese Mateo Cili.

Se avete curiosità o domande in proposito, scrivetemi qui.

E io chi sono?

Semplicemente uno che a ventidue anni ha capito che fare lo scrittore è in fondo sempre meglio che lavorare. Dato che sarà un'impresa lunga laurearmi a Scienze della Comunicazione in quel di Padova, spendo parte del mio tempo libero a fare le cose che veramente mi aggradano.

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17/06/2009

Una breve parentesi della mia vita

La primavera scorsa ho lavorato per un periodo in una libreria. Mi hanno licenziato perché ho spostato le Bibbie nella sezione Fantascienza.

Quel giorno ero proprio distrutto, e non facevo altro che girovagare per la città senza meta. C'era il sole. Pensavo tra me e me: Padova è piena di matti che parlano da soli per la strada; non sarebbe meglio appaiarli? Così sembra che stiano avendo una discussione.
Mentre pensavo a questa soluzione plausibile senza badare dove camminassi, sento qualcosa che mi travolge da dietro. Dopo essermi rialzato grazie ad energiche bestemmie, vedo la ragione di quest'incidente fuori programma: bionda, riccioluta, snella, occhio vispo, testa tra le nuvole, vestita casual, messa bene di tette. Cazzo, è una gran bella ragione, non c'è davvero male. A lei lo si perdona.
E subito iniziai a parlarle: "Certo, ho sempre pensato che le belle ragazze non te le tirano mica dietro, ma tu mi fai dubitare".
Rise chiedendomi scusa: "Sai, sono inciampata, stavo pensando che sarebbe carino se i matti che parlano da soli in giro andassero a due a due, così sembra che si stiano parlando".
Sapete, quando ti si gela il sangue in un istante? Il mio era 80 gradi sotto zero in quel momento: l'effetto serra mi faceva una pippa e gli orsi polari erano liberi di scorrazzare attraverso le mie vene.
Le ho risposto come mi è venuta: "Non chiedermi perché, ma ti amo. Voglio dire, stavo pensando esattamente la stessa cosa sui matti. Quante possibilità ci sono che due persone pensino la stessa esatta cosa così complicata nello stesso istante, e che queste due persone poi vadano a schiantarsi l'una sull'altra? E' sopranaturale."
Si mise a ridere di nuovo: "Ma no, sopranaturale sarebbe riuscirci. Dai, tu vai di là, io vado di qua. Ne troviamo uno ciascuno e poi ci si becca di nuovo esattamente qui".
Stava rispecchiando in due frasi la mia ragazza ideale. Ma non mi feci ipnotizzare oltre e aggiunsi: "Va bene, se ritorno prima io faccio una riga con la matita". Si lanciò non lasciandomi il tempo di finire: "E se ritorno prima io, la cancello".

Impossibile, gemelli separati alla nascita? Mentre andavo in giro a cercare un matto, pensavo che devo chiederle se ha una cicatrice ad un fianco. Magari eravamo siamesi. Ma poi anche se l'avesse, non ce l'ho io, noterebbe questo piccolo particolare. Beh, posso sempre farmela. La testa era un misto tra succo di frutta fresco e un paio di canne. Leggera e colorata, come se il mondo apparisse tutto ad un tratto un posto meno di merda.

Eccolo. No, cazzo, è uno che ha l'auricolare Bluetooth. Potrei spacciarlo per matto però, ma non sarebbe la stessa cosa: questo sarà certamente qualcuno che lavora nel marketing, dovrebbe ammazzarsi, il piccolo servitore del Demonio.
Il viaggio continua. Scolaretta di ragazzini, vecchiette che fanno la spesa, scolaretta di vecchiette, ragazzini che fanno la spesa... tutto gira intorno. Non avrei dovuto farmi quella canna subito dopo esser stato licenziato tenendo in mano un libro di omeopatia. Per dimostrare cosa poi?
Mentre ci penso, lo scorgo da lontano. Passo veloce, tuta azzurra e verde, scarpe rotte, berretto da neve sebbene ci fossero venti gradi. O è un matto o è uno che non segue la moda. Mi accorgo che le due cose possono anche coincidere, e lo seguo.
Lo fermo e gli chiedo di seguirmi, che gli avrei persentato una persona. Mi segue dicendo: "Io ho fatto la prima guerra mondiale, mentre mio padre è andato in Vietnam, tutto questo per chi? Il duce? Che il Duce diceva che dobbiamo lavorare, lavorare sodo lavorare duro, perché solo così questa città potrà diventare la più forte d'Europa. Ho sentito il Duce ieri alla radio, credere obbedire combattere. Vincere e vinceremo".
Torno al posto con un po' di difficoltà perché il mio matto ogni donna che vedeva, si avvicinava e a bruciapelo le gridava in faccia: "Troia!" Non che avesse tutti i torti, comunque.

Lei arrivò pochi minuti dopo con una tizia in gonna, sembrava la vecchia che lava i gatti, nei Simpson.
Tutta contenta disse: "Non è uguale uguale alla vecchia che lava i gatti nel fiume, sui Simpson?"
Risi di gusto: "Allora. Dovete andare in giro adesso fianco a fianco, così anche se parlate da soli sembra che siate normali e non matti. Come vi sembra la cosa?"
La vecchia che lava i gatti rispose: "Guardi giovanotto che io sono normalissima. Solamente che ogni tanto mi dimentico le cose... ma meno male che qui con me ho mia nipote che mi accompagna in giro se no mi perderei per le strade di Milano".
Lei rispose: "Signora, qui siamo a Padova, e io non sono sua nipote, gliel'ho detto".
La signora, come se avesse perso qualcosa proprio in quel momento, disse: "Beh, ma sei simpatica e tanto bella. Io la vorrei una nipote così".
"Un giorno, chi lo sa, tutto può succedere signora..." - disse lei. Mi prese per mano trascinandomi via, mentre il mio matto stava borbottando qualcosa alla sua mancata nonna, e li lasciammo discutere insieme.

"Ma chi sono i veri matti?" - le chiesi.
"Ma chi sono i veri cannibali?" - mi rispose sorridendo.
Mi fermai tutto d'un colpo: "Sei la prima ragazza che conosco ad aver visto Cannibal Holocaust".
"Sei il primo ragazzo che conosco a cogliermi una citazione cinematografica così alta" - disse.
"Allora non si può certo dire che frequentiamo compagnie d'intellettuali" - risposi.
"Beh, non so te, ma io mi berrei qualcosa", - suggerì - "hai tempo?"
"Ho la giornata libera: sai, lavoravo in una libreria... oggi mi hanno licenziato perché ho spostato le Bibbie nella sezione Fantascienza".

Rise come il sole nascente. E io all'improvviso mi accorsi che tutta la mia vita, inclusa tutta la merda che ho spalato in ventitrè anni, era valsa la pena solo per averla incontrata.
Sentenziato da Mateo alle 17:46 | link | commenti | Tags: racconti

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