Che posto è questo?

La possiamo definire senza dubbio una specie di officina creativa e promozionale, oltre che auto incentivante, per "Il Caffè degli Artisti", primo libro lungo autoprodotto in cerca di un editore dello scrittore albanese Mateo Cili.

Se avete curiosità o domande in proposito, scrivetemi qui.

E io chi sono?

Semplicemente uno che a ventidue anni ha capito che fare lo scrittore è in fondo sempre meglio che lavorare. Dato che sarà un'impresa lunga laurearmi a Scienze della Comunicazione in quel di Padova, spendo parte del mio tempo libero a fare le cose che veramente mi aggradano.

Dove altro puoi trovarmi?

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17/06/2009

Dialogo sulla religione tra un credentente e uno no. - Due

- E del Papa che ne pensi?
- A me il Papa piace.
- Davvero?
- Sì, davvero. Quando lo vedo girare con la Papa-mobile ricoperta tutta da vetri antiproiettile, ammirandolo penso: "Cazzo, quella sì che è fede!"
Sentenziato da Mateo alle 17:48 | link | commenti (1) | Tags: citazioni, ponderazioni

Due mandarini sul tavolo

Li osservo e penso. Li immagino vivi, mi creo un dialogo.

Il primo direbbe al secondo: "Bella serata, eh?"
E quello risponderebbe: "Argh! Un mandarino che parla!"

Sono a torso nudo dopo una doccia rilassante, e penso a un sacco di cose, delle più disparate, ma dato che non credo nelle rovesciate di nessuno, non può funzionare, e mi fermo.
Sentenziato da Mateo alle 17:47 | link | commenti | Tags: racconti, ponderazioni
08/06/2009

La comprensione, quest'incompresa.

Io faccio Scienze della Comunicazione. Ho sempre detto che noi siamo comunicatori, ma non riusciamo a farlo capire alla gente.

Riuscire a comprendere le persone è facile in apparenza, ci bastano prove indiziarie per creare profili dettagliatissimi nella nostra mente. Ma inevitabilmente succede qualcosa, e tutto cambia.

Di chi la colpa? Non è importante, certo, alcuni sono più responsabili di altri, ma bisogna andare alla radice del problema.

Il problema.
Ci creiamo cassetti preimpostati nei quali inserire le persone che conosciamo poiché la vita urbana moderna, subbissandoci di miriadi d'informazioni al secondo, impone al cervello di catalogare sempre tutto, per non fare sforzi che ci manderebbero in tilt.

La (mia) soluzione.
Propongo di non avere così fretta. Non solo è cattiva consigliera, è una vera e propria sporca troia. Dunque con più calma, aggiungendo un tassello alla volta, forse si riuscirebbe a diminuire il distacco tra persona immaginata e persona reale, dato che è estremamente difficile riuscire a far combaciare le due cose per via di problemi di comunicazione. Per avere meno sorprese.


“Abbiamo usato, io e voi la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci; non ci siamo intesi affatto.”

Una delle mie citazioni preferite,

Luigi Pirandello
Uno, nessuno e centomila.
Sentenziato da Mateo alle 11:47 | link | commenti | Tags: ponderazioni

Gli uomini si mettono da soli il bastone tra le ruote.

Si parla di donne stanotte, mettete a letto i più piccoli di voi e seguitemi nel ragionamento.

Punto primo.
Qualsiasi, e ripeto, qualsiasi ragazza al mondo, sarebbe disposta a darla la prima sera ad un ragazzo che incontra.*

Punto secondo.
I ragazzi non possono che essere contenti di questa ipotetica situazione.

Punto terzo.
Il piccolo inghippo sta nel porre alla ragazza la questione del volerla scopare nella maniera giusta, nella sola maniera adatta a quella precisa ragazza, per riuscire a non farla sentire una troia, per far sì che lei nella sua mente non si senta usata, e non abbia perciò le preoccupazioni di quello che penserebbe l'opinione pubblica di quel suo determinato comportamento.

Questo è quanto.

Quindi gli uomini si lamentano che le ragazze non gliela danno, e che devono faticare un sacco (anche economicamente) per potersele portare a letto. e d'altra parte danno della troia a quelle che la danno troppo facilmente. Ora, io ho una mia idea di cosa sia la coerenza, ma non ve la andrò certo a dire. La coerenza va usata con parsimonia in un mondo pieno di bisognosi. Non posso certo sprecarla così.

Volete un mondo migliore, gente? Smettetela di pressare le donne, di costringerle a darvela per sfinimento, per volontariato o solo per passatempo. Iniziate un percorso fatto di eliminazione del tabù, per una società che non condanna l'amore a seconda di quando fa comodo, solo allora tutte le ragazze potranno darla più facilmente, senza remore alcuno, e senza preoccuparsi di quello che penserà la gente, anche se quest'ultima situazione si verifica troppo spesso solo nel cervello malato di quest'ultime.

Facciamo una cosa per noi stessi, per loro e per una società che si senta meno colpevole di vivere la propria naturalità. Conviene a tutti.

Questo vale nel caso la tizia non rimanga incinta e venga da voi a dirvi che siete il padre. Beh, allora siete autorizzati pubblicamente a dare della troia a quella puttana di turno, accusandola di essere una meretrice.



* ovviamente esso dev'essere nella media: niente voci nel cervello, niente psicofarmaci, ed eroina quanto basta a non far notare i lividi che si formano sulle braccia.
Sentenziato da Mateo alle 01:16 | link | commenti | Tags: ponderazioni
20/09/2008

E' passato tanto tempo e mi sono dimenticato di questo posto.

Le vacanze, la vita e tutto il resto. Passa tutto come pioggia, e non ti rendi conto di star vivendo. Questo succede da un po' di tempo: il tempo è uno solo, e scorre, bisogna fermarlo, riempirlo sempre di cose, di voglie, di affetti, così che non passi inutilmente, così che vada un po' più piano, con quel carico addosso.

Presto riprenderò a scrivere le avventure dei ragazzi, ma mi serve anche il vostro aiuto, fatemi sapere che ci siete, fatemi sapere che per ogni post che scrivo mi date un euro che spenderò per mangiare. Giorni di fama e fame, questi qui. Alla ricerca della prima, fuggendo la seconda.

Mateo
Sentenziato da Mateo alle 14:40 | link | commenti (7) | Tags: informazioni, ponderazioni
19/07/2008

Qualche idea per modellare la creatura.

Ho in mente questa frase, ora come ora per descrivere questo libro in divenire:

Cos'è "Il Caffè degli Artisti"? L'autore lo ha definito, ancor prima di crearlo materialmente, come un diario riveduto e corretto a posteriori con brandelli di memoria, delle vicende di ragazzi qualunque nell'anno con più "9" della storia umana moderna, coincidente anche con quello del loro probabile addio alle scuole superiori.

Non suona male secondo me, come primo abbozzo. Poi ovviamente è solo a scopo orientativo...
Sentenziato da Mateo alle 09:55 | link | commenti (4) | Tags: idee, ponderazioni
17/07/2008

A volte vorrei essere in prigione.

Per due o tre di mesi, non di più: niente distrazioni, concentrazione completa e tanto, tantissimo tempo per scrivere e pensare. Farebbe bene al mio libro.
Credo che ucciderò qualcuno per andare dentro: certo, probabilmente verrò liberato dopo un paio di settimane, ma almeno è già qualcosa.
Sentenziato da Mateo alle 12:26 | link | commenti (3) | Tags: ponderazioni
15/07/2008

Sinceramente leggerei di più se...

Leggerei di più se avessi più soldi, o meglio, se i libri costassero meno. Non sono amante delle biblioteche anche se comode e gratuite, solamente che un libro lo vedo come qualcosa da tenere: non è solo il libro che tira fuori dalle sue pagine qualcosa da darti, sei anche tu che metti dentro ogni paragrafo, un po' di te stesso. E sfogliandolo in un futuro, arrivi ad una determinata pagina, e in essa ci leggi i ricordi d'un tempo, quando sfogliavi quell'ammasso di parole per la prima volta, inebriato dall'odore della carta appena stampata. I libri li voglio tenere, metti poi caso avessi un caminetto a legna, un giorno, e finisse la legna e io avessi freddo. Oppure il mio comodino barcollasse.

Meno speculazione sull'editoria farebbe la gente più acculturata, colta e intelligente; così magari non riuscirebbero a prenderla così tanto per il culo. Ah, ecco.
Sentenziato da Mateo alle 22:36 | link | commenti | Tags: ponderazioni

Quando il blocco dello scrittore arriva prima di iniziare.

Volevo solamente dire che è un'impresa ardua scrivere di qualcosa che si sa a perfezione nella propria mente: la si vorrebbe trasportare su carta il più fedelmente possibile, ma il pensiero è dinamico e le lettere sono statiche: a meno di farci un film (cosa che un giorno o l'altro farò) non se ne esce. Bisogna arrivare a compromessi, spesso rammaricandosi di non poter scrivere un libro game.
In fondo però, una storia è bella perché è una, appunto. Finisce in un determinato modo e non in un altro: anche se può dar fastidio, il nero su bianco rimane scritto ed è quello.
Poi ognuno può vederci quel che vuole.

Insomma, tante cazzate per dire che, in fondo, devo pur iniziare a stendere le bozze di questa storia. Ma qui sopraggiunge un altro problema, il perfezionismo. Fare il correttore di bozze non m'è mai piaciuto più di tanto, non perché mi annoi, anzi, ci provo gusto a vedere gli errori altrui, ma nel mio caso, farlo su materiale personale vuol dire mettersi e riscrivere tutto da capo, per la peculiarità caratteriale di cui sopra.

Quindi dopo attenta analisi, credo che opterò per la classica bestemmia, e che vada come vada.
Sentenziato da Mateo alle 19:19 | link | commenti | Tags: ponderazioni